mercoledì 15 aprile 2026
L'anno del nevone
domenica 15 marzo 2026
In montagna con Karl Marx
L’immagine,
tratta dal sito de “L’altra montagna”, è stata generata con l’intelligenza
artificiale
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lunedì 2 febbraio 2026
In montagna con il giovane Primo Levi
domenica 30 novembre 2025
LA VIA CRUDELE – Due donne e una Ford dalla Svizzera all’Afghanistan
Un grazie di cuore a Sandra Affinito che ha donato questo libro alla nostra biblioteca e che ci ha inviato questa recensione.
Come si sono organizzate? Cosa le ha spinte a partire? Cosa hanno trovato per strada?
"La via crudele – Due donne e una Ford dalla Svizzera all’Afghanistan" è il resoconto del viaggio di Ella Maillart e Annemarie Schwarzenbach. Il titolo induce un’altra domanda: perché la via è crudele?
Ella Maillart, autrice del libro, è scrittrice, fotografa, velista. È forse la più famosa viaggiatrice del ‘900. All’inizio del viaggio ha 39 anni, aspira a tornare in Afghanistan come in un paradiso perduto, un posto dove immagina che le persone sappiano ancora vivere in pace.
Annemarie Schwarzenbach, scrittrice e fotografa, androgina, eterea, affascinante. Appartiene ad una ricca famiglia di industriali svizzeri, ha già vissuto in Iran dove è stata sposata con il console francese. All’inizio del viaggio ha 31 anni, è inquieta, trasgressiva, morfinomane. Parte nell’illusione di sfuggire a se stessa, di liberarsi dalle sue crisi emotive e dalla dipendenza dalla morfina. Nel libro viene chiamata con lo pseudonimo di Christina, per riguardo alla famiglia e agli amici.
Il libro racconta il viaggio fin dalle fasi iniziali: la prima idea, l’organizzazione, i preparativi. Ella è una profonda conoscitrice del Medio Oriente, oltre a descrivere i posti visitati ne racconta la storia e ci racconta come questi posti sono vissuti dalla popolazione locale.
Oltre alla ricchezza del resoconto del viaggio, il libro ci permette di intravedere la difficile amicizia tra Ella e Annemarie: per molti aspetti sono vicine, hanno la stessa sensibilità e determinazione, per altri versi sono in contrasto, Ella non può accettare la spinta autodistruttiva di Annemarie e si illude di poterla proteggere da se stessa. Con amarezza al termine del viaggio dovrà ammettere di aver fallito nel compito impossibile che si era data.
A due anni dalla fine del viaggio, mentre Ella sta completando la stesura del libro, viene a sapere della morte di Annemarie in un incidente in bicicletta. La notizia la lascia estremamente addolorata e rivede criticamente la fine del viaggio e la decisione di separarsi.
Il viaggio, in una luce retrospettiva, diventa quindi “La via crudele”. Il libro si arricchisce degli aspetti umani e diventa anche il racconto del rapporto e del contrasto tra le due personalità. Ella dopo la fine del viaggio e la separazione si sente in parte responsabile per non aver saputo proteggere Annemarie da se stessa e dal suo tormento interiore.
Il libro di Annemarie è l’esperienza soggettiva del viaggio, le impressioni, le emozioni, i pensieri di una persona speciale, una viaggiatrice sensibile. A volte ho trovato gli stessi posti e gli stessi episodi raccontati in modo molto diverso: per Ella soprattutto descrizioni oggettive, spiegazioni storiche, difficoltà del viaggio e soluzioni trovate, per Annemarie il racconto empatico delle situazioni, delle, persone, dei posti.
Per entrambe il terribile sottofondo è la guerra in Europa che incombe, il loro viaggio è quasi una fuga. Arrivate a Kabul le condizioni di salute di Annemarie peggiorano e Ella fa sempre più fatica ad adattarsi alla fragilità e alle intemperanze della sua compagna di viaggio.
Con lo scoppio della guerra in Europa i permessi di viaggio per l’interno dell’Afghanistan vengono revocati, Annemarie ed Ella precipitano nell’incertezza. È tempo di separarsi. Annemarie ed Ella prendono decisioni diverse: Annemarie decide di tornare in Europa, pensa di poter essere utile scrivendo articoli che possano fare luce sulla vera natura del nazismo, Ella decide di essere cittadina del mondo e di restare dove si trova.
lunedì 10 novembre 2025
Sette volte bosco
giovedì 16 ottobre 2025
Concorso fotografico in omaggio a Mario Rigoni Stern
domenica 31 agosto 2025
In viaggio con Dumas
venerdì 13 giugno 2025
IN MONTAGNA - escursionismo e alpinismo nelle vette italiane
Qui sotto trovate il piano dell'opera. Fino ad oggi abbiamo disponibili, nella nostra biblioteca, i primi nove volumi, ma il decimo e l'undicesimo sono in arrivo. Un grazie di cuore a Luigi Spinetti che si è ripromesso di donarceli tutti.
- Monte Bianco
- Marmolada
- Monviso
- Monte Rosa
- Gran Sasso
- Dolomiti di Brenta
- Cervino
- Tre Cime di Lavaredo (Dolomiti di Sesto)
- Ortles-Cevedale
- Gran Paradiso
- Catinaccio-Sella-Sassolungo
- Monti Sibillini
- Pelmo, Civetta e Moiazza
- Bernina e Disgrazia
- Pale di San Martino
- Argentera
- Grigne
- Adamello-Presanella
- Alpi Apuane
- Tofane e Dolomiti d’Ampezzo
- Pollino
- Montasio (Alpi Giulie)
lunedì 5 maggio 2025
Il giovane Settembrini
Un’infermiera ha dapprima accoltellato il suo primario e poi lo ha soccorso salvandogli la vita, quindi è fuggita rifugiandosi in una valle solitaria e poco frequentata. La cercano in molti: polizia, carabinieri e Soccorso Alpino ma lei sembra svanita nel nulla. C’è chi la pensa morta. Settembrini è convinto che sia ancora viva e nemmeno troppo lontana ma i vaghi indizi raccolti non lo portano da nessuna parte.
Intanto i mesi si susseguono e il racconto segue gli avvenimenti della politica e della società, così come Settembrini li vive e li interpreta; la montagna cambia al mutare delle stagioni così come le abitudini di chi ci vive e chi la frequenta. Non mancano di certo le descrizioni delle salite del nostro protagonista, raccontate con chiara competenza alpinistica, ma ciò che sembra interessare maggiormente il narratore è la psicologia di chi si avventura su vie di roccia e ghiaccio per raggiungere le cime.
Il tarlo della donna scomparsa però è sempre nella mente di Settembrini. Sarà il fato a preparare quella combinazione di eventi che porterà la storia a un finale avvincente.
Chi ha già letto altri romanzi della serie apprezzerà di certo anche questo; chi non li ha ancora letti può anche cominciare da questo, proprio perché non ha legami con le storie precedenti.
martedì 22 aprile 2025
Storia di un albero
domenica 16 marzo 2025
L'uomo che scriveva lettere alle montagne
Non
è facile raccontarsi, confessare i ricordi più dolorosi e le emozioni più
delicate. Allora Onesto, protagonista di questa storia, decide di scrivere alle
montagne. Ha speso la sua vita in una piccola frazione di Tai di Cadore e le
cime delle Dolomiti sono una presenza costante e confortante lungo i suoi
giorni. Affranca e spedisce le lettere alle montagne, quasi che esse siano
persone reali a cui destinarle, chissà forse le uniche capaci di intendere le
sue gioie e i suoi tormenti.
Guido
Contin detto Cognac è ormai vecchio, non possiede più nulla se non la sua
saggezza, vive in un casello dismesso della vecchia ferrovia del Cadore: sarà
lui a raccogliere le lettere, non recapitate dalle Poste, e a conservarle, in
modo da consegnarci questa storia struggente.
Onesto
è il titolo di un bel romanzo di uno scrittore veneto, Francesco Vidotto, e
pubblicato da Bompiani.
La
storia scorre lungo molti decenni del Novecento, a cavallo della guerra, fino a
un epilogo che arriva ai giorni nostri, o quasi. Due fratelli si sono persi e
ritrovati, si sono innamorati della stessa ragazza: la loro vita procederà
alternando parentesi di dolcezza e momenti drammatici. Lo spaccato della vita
cadorina ci mostra povertà e resilienza, fatica e sprazzi di felicità, crudezze
e slanci di intensa solidarietà: è una montagna così diversa dallo stereotipo
turistico ma che sa comprendere e lenire i dolori del protagonista. Una storia
che apre una breccia nei nostri sentimenti.
L’autore
fa suo l’insegnamento di Onesto:
“In
molti credono che per scalare ci voglia forza, invece è proprio il contrario.
Scalare
non è questione di tenere, è questione di lasciarsi andare.
Ogni
cosa.
La
paura, l’incertezza, il dubbio, le sicurezze, i problemi, le soluzioni, il
passato, il futuro, le prese, gli appigli.
Tutto
quanto.
Lasciare
andare in un movimento che avvicina al cielo”
venerdì 7 marzo 2025
Il richiamo della montagna
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martedì 4 febbraio 2025
L'intelligenza degli alberi
All’inizio
del racconto si fa riferimento a una storia precedente: ho capito quindi che
c’è un altro libro che lo precede (La tribù degli alberi, Einaudi, 2022); il
finale è aperto e lascia intuire che ci sarà un terzo episodio. Potrebbe essere
interessante. Se ne può parlare.
domenica 10 novembre 2024
Piedi freddi
Quest’anno Francesca Melandri ha pubblicato Piedi freddi, per le edizioni Bompiani. Mi sembra utile parlarne qui perché prende spunto dalla storia degli alpini in Russia ma soprattutto mi sembra doveroso perché mi ha segnato e commosso.
Il libro è un lungo colloquio immaginario tra l’autrice e suo padre, giovane tenente degli alpini inviato in Russia, sul fronte orientale. Si percepisce l’affetto di una figlia che ricorda i racconti drammatici di suo padre, intrisi di fantasiose invenzioni per renderli più dolci alle orecchie di una bambina. Allora la narrazione si sofferma sull’aneddoto dell’ululato del lupo che gli alpini emettevano nella notte per spaventare i soldati russi dall’altra parte della trincea; o il fortunoso ritrovamento dei valenki, gli stivali di feltro che gli risparmiarono il congelamento dei piedi. Poi però la donna adulta si domanda con quale spirito il giovane tenente abbia affrontato quella guerra di conquista coloniale, combattuta dalla parte sbagliata. E ancora: l’ambiguo comportamento del suo genitore nel tragico periodo che va dall’otto settembre alla Liberazione. Allora il libro è al tempo stesso una ricerca della verità su suo padre e una riflessione sulla guerra che oggi torna alle porte dell’Europa, nella stessa terra già contesa ottanta anni fa; guerra combattuta per le stesse ragioni di sempre: un’invasione di stampo coloniale. La considerazione inquietante a cui si arriva è che la nostra generazione, vissuta in un tempo di pace durato ottant’anni, non sia nemmeno in grado di immaginare come potrebbe reagire la nostra società alla sciagurata eventualità di una guerra in casa nostra. E qui si impone una riflessione sul pacifismo.
Piedi freddi è un libro che è al tempo stesso romanzo, libro di storia, orazione civile.
Da quando l’ho letto sono tornato a seguire le vicende della guerra in Ucraina con rinnovato interesse; l’abitudine alle notizie quotidiane, che preferiremmo non ascoltare, ci porta all’assuefazione. Questo libro riporta drammaticamente la guerra alla nostra attenzione.
martedì 17 settembre 2024
Sguardi antitetici sull'alpinismo di fine Ottocento
mercoledì 24 aprile 2024
La Montagna Sacra
venerdì 26 gennaio 2024
Riflessioni sulla montagna
Questo passo
ci porta all’altro libro: La montagna vivente di Amitav Ghosh, uno dei più
grandi scrittori indiani. È un breve racconto che tratta i temi cari
all’autore: la tragedia del colonialismo, gli stravolgimenti dell’ambiente, le
conseguenze nefaste del superamento di ogni limite. Con questo libro Ghosh racconta una
favola dal finale amaro. Una comunità di montanari vive in una remota valle ai
piedi dell’Himalaya seguendo consuetudini tramandate da tempo: la Montagna li
protegge e li nutre ma nessuno dovrà mai salirla. L’arrivo degli stranieri
sconvolgerà i ritmi naturali provocando danni sempre più rilevanti. Un invito a
riflettere sul nostro presente.






