Nel febbraio
del 1929, l’Italia fu investita da un’eccezionale ondata di maltempo con
temperature oltremodo rigide e nevicate abbondantissime. Gli appassionati di
montagna ricordano quell’anno per la tragedia di Cambi e Cichetti, i due alpinisti
romani che morirono di sfinimento nella discesa dal rifugio Garibaldi a
Pietracamela, dopo un tentativo di salita sul Corno Piccolo. A distanza di un
secolo la memoria di quella disastrosa avventura è ancora molto viva.
Alberto
Sciamplicotti prende spunto da quei drammatici eventi e confeziona un giallo
accattivante e di piacevole lettura che
si muove tra fatti storici e pura invenzione: “L’anno del nevone” per le
edizioni Monterosa.
La vicenda
frutto della fantasia dell’autore è ambientata a Pietracamela, alle falde del
Gran Sasso; inizia in maggio, quindi pochi mesi dopo la tragedia di Cambi e
Cichetti, quando una bambina viene trovata barbaramente uccisa. Le indagini
sono condotte dal maresciallo dei carabinieri a cui dà una mano il medico del
paese, Ernesto Sivitilli. Quest’ultimo è anch’esso un personaggio storico,
pioniere dell’alpinismo sul Gran Sasso che già nel 1925 aveva creato a
Pietracamela un gruppo di alpinisti giovanissimi denominato “Aquilotti del Gran
Sasso”. Uno di loro sarà Lino D’Angelo che, all’epoca dei fatti, era ancora un
bambino e avrà un ruolo nello sviluppo dell’intreccio giallo: personaggio reale
ma avvenimenti inventati.
Nulla si può rivelare della trama di un
romanzo giallo, si può però accennare all’ambiente in cui il dramma si svolge.
Il paese di Pietracamela con i suoi vicoli da dove la vista si apre su una
montagna severa, per cui soltanto alpinisti venuti da fuori provano attrazione; una
comunità povera dove spesso sorgono invidie e rivalità; una cappa di
conformismo indotta dal regime fascista dove non adeguarsi genera violenti
attriti ma anche sinceri slanci di generosità.
La montagna non
è soltanto un palcoscenico o un abbellimento scenografico del racconto ma, in
qualche modo, un protagonista della vicenda. Sulla scena compariranno allora
tre fratelli alpinisti austriaci che si metteranno sulle tracce degli sfortunati
Cambi e Cichetti; nei giorni che seguirono il loro dramma furono gli studenti
di fisica legati a Ettore Majorana, i “ragazzi di via Panisperna”, a
organizzarsi in squadre di soccorso: questo è un fatto reale ma nella finzione
romanzata anche la loro presenza contribuirà alla soluzione del giallo.
Quindi
aspettatevi un finale dove la montagna è un elemento chiave per la soluzione del mistero.