sabato 29 ottobre 2016

Il respiro delle montagne

La prossima serata biblioteca è fissata per venerdì prossimo 4 novembre. Ho raccolto un suggerimento di Tonino che mi ha proposto di invitare gli studenti dell’Accademia delle Belle Arti della nostra città. È importante per il CAI avere un contatto con i giovani ed è importante per i nostri soci conoscere un progetto di riqualificazione urbana proposto proprio da questi studenti. La presentazione non prende più di mezzora per cui resta il tempo per parlare di un libro: nella scelta di questo titolo non ho avuto esitazioni.
La copertina l’avevo adocchiata in una libreria, questa estate, in attesa di un treno. Paolo Paci, l’autore, è alpinista e scrittore che si occupa di viaggi e di montagna. Quindi ho comprato e letto Il respiro delle montagne. L’idea che ispira il libro è quella di salire dieci cime italiane sulle orme di personaggi del passato che hanno fatto la storia del nostro Paese. Le montagne sono molto lontane tra loro, sia geograficamente che come difficoltà che richiedono per raggiungerne la cima. Allo stesso modo, i personaggi sono tra i più vari: guide alpine e religiosi, re, militari e briganti, studiosi e partigiani. Si comincia dalla spiritualità ispirata dal monte Subasio e da San Francesco e si arriva all’uccisione di Guido Rossa per mano delle Brigate Rosse. I percorsi di salita si intrecciano con le storie di questi illustri salitori ma anche con i problemi della montagna di oggi, da quelli ambientali a quelli economici, alla ricerca di una chiave di lettura del futuro che le attende.
Tutti i racconti sono affascinanti e rivelano tante piccole curiosità, alcune ben note ma molte sconosciute perlomeno a me. Non posso negare che mi abbiano coinvolto maggiormente le due cime che ho salito. Il capitolo sul Gran Sasso rivela perché la prima salita sia stata ad opera di un “forestiero” e non di un abruzzese. Il capitano De Marchi è uomo del Rinascimento e incarna un anelito di conoscenza e di avventura: sale il Corno Grande quando è ormai anziano per il puro desiderio di arrivare lassù, in un ambiente sconosciuto e pericoloso, due o tre secoli prima che gli inglesi “inventino” l’alpinismo appunto sulle Alpi. Sepp Innerkofler, invece, si arruola volontario nel 1915 per difendere l’Impero ma anche il suo business. È una famosa guida alpina che accompagna i suoi facoltosi clienti viennesi sulle cime di Lavaredo, lungo itinerari al limite delle difficoltà dell’epoca; ma soprattutto ha a cuore la sua terra, il suo paese, la sua Heimat, e la difende dalla minacciata invasione delle truppe italiane. Non riuscirà nel suo intento e sacrificherà la sua vita nel tentativo di riconquistare il monte Paterno. Resta il suo diario che è un’affascinante sceneggiatura nel segno di un avventura estrema e di sprezzo del pericolo.
Il libro è un saggio che si legge scorrevolmente, attraverso dieci racconti che si possono leggere anche “a spizzico”. I dieci capitoli però fanno parte di una storia unica che è la storia del nostro paese, vista dall'alto delle sue montagne; una storia costituita di episodi dissonanti, che raccontano un’identità imperfetta, un senso civico ancora da costruire. Il libro si chiude con le parole che Massimo Mila, figura di spicco della cultura italiana del Novecento prima ancora che accademico del CAI, dedica alla memoria di Guido Rossa, anche lui accademico e grande alpinista. È una lezione di convivenza civile che dopo quasi quarant’anni ci dà un’idea del cammino ancora da compiere. Anche per questo vale la pena leggere il libro fino in fondo




sabato 22 ottobre 2016

Salviamo l'Orso

Torna l’autunno e tornano le nostre serate in Biblioteca. Venerdì scorso 7 ottobre abbiamo ospitato Nanni, al secolo Gaetano De Persiis, che ci ha presentato il progetto di un libro fotografico sull'orso marsicano. Bisogna subito dire che il livello dell’opera ci è apparso davvero eccellente, soprattutto per il materiale fotografico davvero molto interessante e per il contributo scientifico di Paolo Ciucci, docente di zoologia dell’Università La Sapienza. Quello che traspare principalmente dalle parole di Nanni è, però, soprattutto la grande passione per la tutela dei nostri monti Ernici e dell’orso marsicano. Nanni incarna quell'Italia sana che, preso atto dell’assoluto disinteresse dell’amministrazione pubblica per la difesa dei beni comuni, si indigna, si lamenta ma poi si rimbocca le maniche e fa quel che può, con i mezzi che ha a disposizione. E stavolta ha fatto davvero tanto e bene, con uno spirito di volontariato e di gratuità che dovrebbe essere un esempio per tutte le associazioni.
Il libro è ora in prevendita a 30 euro (il prezzo di copertina sarà di 35 euro). Il ricavato della vendita, al netto delle spese, sarà devoluto alla ONLUS Salviamo l’Orso che si impegna con opere concrete sul territorio per la salvaguardia di questo animale simbolo delle nostre montagne. Per saperne di più andate a questa pagina.
Il solo rammarico della serata è stata la partecipazione dei soci CAI, non numerosa come in altre occasioni. Spero che ciò sia dovuto solo al fatto che non si è ancora ripresa l’abitudine alle nostre serate in biblioteca piuttosto che al disinteresse verso questo argomento. I soci presenti sono comunque rimasti affascinati dalle immagini degli orsi, tutte riprese in ambiente naturale, e dalla storia che il libro promette di raccontarci.

Parole in CAI

Dopo qualche anno di lavoro per la biblioteca del CAI Frosinone e tante serate passate a parlare di libri e di altro, mi è venuta la voglia di aprire questo blog. Mi sto ancora chiedendo perché. Non amo i social e, fuori del lavoro, detesto stare davanti ad un video. Però sono orgoglioso del gruppo di soci che ha dato vita alle nostre serate, Soci che hanno contribuito in maniera determinante a questi nostri incontri periodici: con le loro proposte, con le loro letture o semplicemente con la loro presenza, ma anche con i piatti, i dolci e le bottiglie che accompagnano la fine delle nostre serate.
Ogni volta mi rimane una sensazione di incompletezza: le cose non dette per dimenticanza o timidezza, gli amici che per qualche motivo non c'erano, i libri che non trovano spazio nelle presentazioni, qualcosa che non reputo importante e che invece potrebbe interessare.
Il blog vuole colmare questa lacuna. mi riprometto di tornare con qualche commento sulle serate passate, anticipare quelle che sto preparando e le proposte che mi arrivano, raccontarvi dei libri che sto leggendo e che non troveranno posto in biblioteca, tenervi aggiornati sui nuovi arrivi, rileggere qualche classico di cui non si è parlato o se ne è parlato troppo poco.
Mi riprometto di pubblicare un post a settimana e già mi sembra un compito troppo impegnativo; spero di farcela ma se qualche volta salterò l'appuntamento non sarà un problema irrimediabile.
Vi siete chiesti il perché del titolo che ho dato al blog? è l'anagramma del mio nome, trovato da Nazzareno. L'enigmistica è un gioco di parole, un po' come scrivere e leggere.