mercoledì 16 marzo 2022
Due autori da tenere in considerazione
domenica 6 febbraio 2022
Gente e storie di montagna
Abbiamo due nuovi libri in biblioteca, di natura molto diversa l’uno dall’altro.
Gente di montagna di Franco Faggiani, edito da Mulatero,
raccoglie trentacinque storie di persone che hanno deciso di vivere in
montagna, con coraggio e determinazione, “inventandosi” un lavoro o
rispolverando vecchi mestieri. Tra le pagine del libro non troverete
albergatori o ristoratori e nemmeno guide alpine o maestri di sci. Anzi tutt’altro:
il libro disegna un ritorno a valli e paesi, lontani dalle rotte turistiche,
che hanno vissuto un fenomeno di spopolamento negli ultimi decenni. Faggiani
intervista persone che hanno fatto una scelta controcorrente, che sono risaliti
dal piano alle terre alte per ricominciare a viverle. Le loro storie non
raccontano un desiderio di fuga dalla città verso la montagna ma il progetto di
integrarsi nelle comunità locali o anche ricostruirle, se necessario. I
protagonisti sono uomini e donne che si dedicano a mestieri legati alla natura,
alla ricerca di ritmi, sapori e relazioni umane di altri tempi, ma anche
manager che fanno lavori assolutamente contemporanei grazie a una connessione
alla rete ormai disponibile anche nelle borgate alpine più remote. La scrittura
ha un taglio più giornalistico che narrativo: se da un lato non cattura come un
romanzo, dall’altro svela un mondo pieno di curiosità.
L’alibi è, invece, un racconto
giallo scritto nel 1939 da Henry
Bordeaux, autore francese, riscoperto da Erri De Luca e riproposto dalle
edizioni Il Margine. Si può accennare solo vagamente alla trama per evitare di spoilerare, pessimo neologismo che vuol
dire rivelare in anticipo la trama di un romanzo. L’io narrante e il suo amico
assoldano una guida di Chamonix per salire il Dente del Gigante: l’uomo ha dei
comportamenti che lasciano qualche dubbio ma è assolutamente professionale nell’assicurare
l’incolumità dei suoi clienti; questi ultimi però saranno costretti a una drammatica
resa dei conti con la loro coscienza. Il libro non ha certo le dimensioni del
romanzo, tutt’al più quelle di un racconto, ma è impreziosito da una nota
introduttiva di Erri De Luca.
giovedì 6 gennaio 2022
Guido Rossa, l'alpinista che scese tra gli uomini
lunedì 13 dicembre 2021
Dino Buzzati, scrittore giornalista e alpinista
Marcello Carlino, nostro concittadino, è stato professore di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università La Sapienza e autore di un saggio critico su Il deserto dei tartari.
domenica 28 novembre 2021
A proposito del lupo
Quattro o cinque decenni fa, in Italia il lupo sopravviveva soltanto sull’Appennino. Complice il progressivo spopolamento delle valli di montagna il mitico predatore ha progressivamente allargato il suo areale: dapprima ha raggiunto l’Appennino tosco-emiliano, poi quello ligure, infine è tornato ad abitare, all’inizio degli anni duemila, le Alpi Occidentali da cui mancava da quasi un secolo, vittima della caccia a cui era stato sottoposto. La sua presenza su queste montagne ha riacceso un aspro contrasto tra ambientalisti da una parte e pastori e allevatori dall’altra. Questa storia è narrata in un bel libro di Marco Albino Ferrari dal titolo La via del lupo.
Il
lupo è il titolo di un
libro a fumetti di Jean-Marc Rochette edito
da L’Ippocampo: è la storia di una
lotta senza tregua tra un pastore e un lupo, un conflitto che sembra non
ammettere nessuna altra soluzione se non l’annientamento di uno dei due
contendenti. La grafica delle strisce è molto efficace e funzionale alla
vicenda: racconta una montagna severa e violenta e, forse proprio per questo,
affascinante. Interessante è la postfazione di Paolo Cognetti che ricostruisce
la storia della difficile convivenza tra uomo e lupo e prova a interpretare il
futuro della montagna: allo stesso tempo non ha dubbi chi sarà, tra i due
contendenti, a rimanere padrone delle valli alpine.
Paolo
Cognetti ha
pubblicato di recente il suo nuovo romanzo: La felicità del lupo per i tipi di Einaudi. Si ritrovano alcuni ingredienti che avevano caratterizzato
il suo precedente e fortunato Le otto
montagne: l’ambientazione in una valle ai piedi del Monte Rosa, il dualismo
tra un’alienante vita cittadina e la durezza di quella dei montanari, la
rigenerante fuga per sentieri d’alta quota. I personaggi si muovono in storie d’amore,
presente o passato, legate a un’incertezza alternativamente risolta o
accentuata dalla bellezza e dalla solitudine della montagna. Il libro è anche
una riflessione sul possibile futuro delle valli alpine dove la presenza dei
turisti e degli alpinisti è solo una piccola parentesi in un mondo ben più
complesso per chi le abita: una montagna che può apparire come banale cumulo di
sassi o come luogo dell’anima, “fatta in egual misura di realtà e desiderio”.
Le descrizioni dei boschi, delle acque che scendono a valle, della maestosità
dei ghiacciai, del mutare delle stagioni sono sempre coinvolgenti e danno
sapore alla narrazione. E poi c’è lui, il lupo, che non si fa mai vedere ma fa
percepire la sua presenza come se stesse sempre in agguato.
domenica 17 ottobre 2021
In viaggio con Hermann Hesse
giovedì 9 settembre 2021
L'eredità morale del Sergente
Daniele Zovi è nato sull’altopiano di Asiago e ha prestato servizio nel Corpo Forestale: era praticamente impossibile che il suo Autobiografia della neve non richiamasse lo spirito di Rigoni Stern in ogni pagina.
Nanni Settembrini, il personaggio di Enrico Camanni, richiama spesso ne La discesa infinita le sue letture preferite e non potevano mancare i racconti dello scrittore di Asiago.