giovedì 6 gennaio 2022
Guido Rossa, l'alpinista che scese tra gli uomini
lunedì 13 dicembre 2021
Dino Buzzati, scrittore giornalista e alpinista
Marcello Carlino, nostro concittadino, è stato professore di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università La Sapienza e autore di un saggio critico su Il deserto dei tartari.
domenica 28 novembre 2021
A proposito del lupo
Quattro o cinque decenni fa, in Italia il lupo sopravviveva soltanto sull’Appennino. Complice il progressivo spopolamento delle valli di montagna il mitico predatore ha progressivamente allargato il suo areale: dapprima ha raggiunto l’Appennino tosco-emiliano, poi quello ligure, infine è tornato ad abitare, all’inizio degli anni duemila, le Alpi Occidentali da cui mancava da quasi un secolo, vittima della caccia a cui era stato sottoposto. La sua presenza su queste montagne ha riacceso un aspro contrasto tra ambientalisti da una parte e pastori e allevatori dall’altra. Questa storia è narrata in un bel libro di Marco Albino Ferrari dal titolo La via del lupo.
Il
lupo è il titolo di un
libro a fumetti di Jean-Marc Rochette edito
da L’Ippocampo: è la storia di una
lotta senza tregua tra un pastore e un lupo, un conflitto che sembra non
ammettere nessuna altra soluzione se non l’annientamento di uno dei due
contendenti. La grafica delle strisce è molto efficace e funzionale alla
vicenda: racconta una montagna severa e violenta e, forse proprio per questo,
affascinante. Interessante è la postfazione di Paolo Cognetti che ricostruisce
la storia della difficile convivenza tra uomo e lupo e prova a interpretare il
futuro della montagna: allo stesso tempo non ha dubbi chi sarà, tra i due
contendenti, a rimanere padrone delle valli alpine.
Paolo
Cognetti ha
pubblicato di recente il suo nuovo romanzo: La felicità del lupo per i tipi di Einaudi. Si ritrovano alcuni ingredienti che avevano caratterizzato
il suo precedente e fortunato Le otto
montagne: l’ambientazione in una valle ai piedi del Monte Rosa, il dualismo
tra un’alienante vita cittadina e la durezza di quella dei montanari, la
rigenerante fuga per sentieri d’alta quota. I personaggi si muovono in storie d’amore,
presente o passato, legate a un’incertezza alternativamente risolta o
accentuata dalla bellezza e dalla solitudine della montagna. Il libro è anche
una riflessione sul possibile futuro delle valli alpine dove la presenza dei
turisti e degli alpinisti è solo una piccola parentesi in un mondo ben più
complesso per chi le abita: una montagna che può apparire come banale cumulo di
sassi o come luogo dell’anima, “fatta in egual misura di realtà e desiderio”.
Le descrizioni dei boschi, delle acque che scendono a valle, della maestosità
dei ghiacciai, del mutare delle stagioni sono sempre coinvolgenti e danno
sapore alla narrazione. E poi c’è lui, il lupo, che non si fa mai vedere ma fa
percepire la sua presenza come se stesse sempre in agguato.
domenica 17 ottobre 2021
In viaggio con Hermann Hesse
giovedì 9 settembre 2021
L'eredità morale del Sergente
Daniele Zovi è nato sull’altopiano di Asiago e ha prestato servizio nel Corpo Forestale: era praticamente impossibile che il suo Autobiografia della neve non richiamasse lo spirito di Rigoni Stern in ogni pagina.
Nanni Settembrini, il personaggio di Enrico Camanni, richiama spesso ne La discesa infinita le sue letture preferite e non potevano mancare i racconti dello scrittore di Asiago.
lunedì 12 luglio 2021
Pubblicazioni sociali
Molti nuovi libri editi dal CAI si sono arrivati sugli scaffali della nostra biblioteca. Trattano di svariati aspetti delle attività del nostro sodalizio. Ve ne do brevemente conto.
“Montagna da vivere Montagna da conoscere
per frequentarla con rispetto e consapevolezza” è un bel volume di quasi mille
pagine, con molte belle foto, che tratta gli argomenti più svariati:
dall’organizzazione del CAI ai temi di etica, cultura e storia dell’alpinismo,
dalla difesa dell’ambiente montano alla posizione del nostro sodalizio sui modi
di frequentare la montagna, al bagaglio di conoscenze che dovrebbe avere chi si
avventura sui monti. Una sorta di piccola enciclopedia.
Sul numero
di giugno di Montagne 360 avrete probabilmente letto l’editoriale del
Presidente Generale Torti dedicato al volume fresco di stampa “Quintino Sella, lo statista con gli
scarponi – L’invenzione del CAI” a cura di Pietro Crivellaro. Inediti,
lettere personali, foto contribuiscono al ritratto un personaggio importante
per la storia d’Italia e fondamentale per il nostro sodalizio.
“Ciak, si scala – Storia del film di
alpinismo e arrampicata” di Roberto Mantovani racconta oltre un secolo di
cinema di montagna attraverso titoli più o meno noti che hanno caratterizzato
questo particolare genere cinematografico. Moltissime riproduzioni di locandine
e alcune suggestive immagini corredano il volume.
“Cordate vocali – I cori del CAI si
raccontano” raccoglie le storie, passate e presenti, dei cori del CAI,
raccontate una per una. Nella prima parte del volume, alcuni maestri di coro,
tra cui la nostra Giuseppina, ci introducono all’affascinante mondo del coro di
montagna.
La “Compendiosa relazione d’un viaggio alla
cima del Monbianco” è la copia anastatica di un libro raro e prezioso in
cui Horace Benedict de Saussure, famoso scienziato ginevrino e ispiratore della
conquista del Monte Bianco, racconta la sua salita al tetto d’Europa compiuta
nel 1787. Nell’introduzione, Alessandra Ravelli riassume brevemente la figura
dell’autore e racconta la storia di questa pubblicazione così importante per la
storia dell’alpinismo e di come la Biblioteca Nazionale ne sia venuta in
possesso.
“Steps – Giovani alpinisti su antichi
sentieri” di Sara Segantin e Alberto Dal Maso è una storia che vede
protagonisti cinque giovani e un cane, tra Yosemite e le Dolomiti Friulane. Dalle
celebri big walls americane alle più
familiari pareti del Friuli, il valore profondo dell’amicizia si confronta con
la fatica e la soddisfazione, la delusione e la gioia, i litigi e le risate.
Tra arrampicate vertiginose e percorsi infiniti nella neve ghiacciata, i
territori selvaggi vicini e lontani diventano spazi dove mettersi alla prova,
compiere scelte e superare ostacoli, imparando a rimanere uniti in qualunque
circostanza. In fondo la vetta più alta, il sentiero più bello, il vero
traguardo è stare insieme, è condividere il viaggio, è essere parte della
squadra.
Infine tre volumi tecnici dedicati alla sentieristica.
“Sentieri – Manuale tecnico per
l’individuazione, la segnaletica e la manutenzione delle reti sentieristiche” è
un bel volume che definisce le regole da seguire nella realizzazione di una
rete di sentieri con l’ausilio di molte foto e schizzi. A questo libro si aggiunge
un piccolo volume dal titolo “L’attività
dei volontari sui sentieri – rischi e indicazioni operative di sicurezza”:
sono solamente una quarantina di pagine che andrebbero lette prima di
accingersi alla cura e alla segnaletica dei sentieri. Infine “La sentieristica nella normativa e nella
giurisprudenza” di Gian Paolo Boscariol mi sembra una lettura piuttosto
impegnativa: l’impressione superficiale è che si tratta di un volume da tenere
in biblioteca e consultare alla bisogna.
domenica 4 luglio 2021
Un nuovo mistero per Nanni Settembrini
I lettori di Enrico Camanni, in particolare quelli che conoscono già il personaggio di Nanni Settembrini, si rallegreranno del suo nuovo romanzo uscito da pochi mesi. La discesa infinita, pubblicato nella collana Il Giallo Mondadori, racconta una nuova indagine di Settembrini, guida e capo del soccorso alpino di Courmayeur. A rigore non è un giallo vero e proprio, non c’è un delitto e non c’è un detective che indaga. In un autunno ancora tiepido, il ghiacciaio del Miage, ridotto al minimo stagionale ma anche a quello storico, restituisce i poveri resti di un alpinista. Settembrini, che li ha ritrovati, capisce subito che si tratta di un incidente avvenuto molto tempo fa ma sembra non esista alcuna denuncia di scomparsa nei registri del soccorso alpino. Il mistero lo intriga e prova a ricostruire l’accaduto partendo dalle flebili tracce a sua disposizione. Altro non si può dire della trama per lasciare intatto il piacere della lettura e della scoperta. In questo romanzo ho ritrovato il Camanni appassionato delle vicende storiche della montagna, l’autore di tanti libri in cui ha raccontato gli alpinisti del passato, la grande guerra, i ribelli che hanno caratterizzato la storia delle Alpi. Il ritmo della vicenda non è serrato, non ci sono alpinisti in pericolo da andare a salvare. Il tentativo di dare un nome ai poveri resti restituiti dal ghiacciaio è l’occasione per rileggere i rapporti tra uomo e montagna negli ultimi cento anni: la virilità fascista, gli entusiasmi del dopoguerra, i fermenti giovanili del post ’68, fino all’allarme generato dal riscaldamento globale reso evidente dal ritiro dei ghiacciai: è proprio un Miage sofferente del caldo estivo a divenire uno dei protagonisti del romanzo. Gli altri sono ben conosciuti da chi ha letto i precedenti episodi: l’ex suocero, prototipo del montanaro che vive isolato ma la sa lunga, le figlie sempre in contrasto con il padre, i genitori di Settembrini emigrati a Torino dal Sud che non capiranno mai il lavoro del loro figlio. E poi ci sono i turisti che affollano Courmayeur soltanto durante i periodi di vacanza: segnano una differenza incolmabile con i valori dei montanari ma danno loro da vivere, in un rapporto irrisolto ma necessario. Finisco col dire che questo romanzo racconta una storia con delicatezza, ci intriga col suo mistero e prova a scrutare nel futuro della montagna tra le preoccupazioni dovute al cambiamento del clima e alla speranza di una vita che nasce: sì perché, questo si può rivelare, Settembrini diventerà nonno.